SIAMO GIUDICI O SOSTENITORI DEL NOSTRO CORPO?

da | 1 Gen 2020 | adattamento, Benessere, corpo, soddisfazione | 0 commenti

 

Quanto impegno quotidiano per pensare al nostro corpo… 

Il corpo è il primo biglietto da visita attraverso cui ci facciamo conoscere dagli altri ed oggi esistono nuovi strumenti per plasmare ed offrire una precisa immagine di noi, non solo attraverso la chirurgia estetica, ma anche attraverso le numerose possibilità offerte dalle nuove tecnologie.

In che modo il web attraverso i social, i filtri, le app grafiche ha modificato il rapporto con il nostro corpo?
Da una parte questo ha aperto a nuove strade per accettare se stessi e sentirsi apprezzati dagli altri, dall’altra ha inevitabilmente complicato ancora di più il panorama interattivo, esponendo, soprattutto i ragazzi più giovani, ad un processo mediatico di condivisione di sé che può avere anche delle implicazioni critiche.

La buona notizia è che anche su questo si può lavorare!

Il rapporto con il proprio corpo è una questione delicata, a volte dolorosa, ma che vale la pena affrontare, sempre: il primo passo è la consapevolezza.

Importante è ascoltarsi: quando diciamo che non ci piace una parte di noi, che cosa ci stiamo dicendo? Fermarsi alla critica estetica cristallizzerà il pensiero sul proprio naso, sui fianchi, sui capelli e su tutto ciò che non ci piace e non sentiamo nostro. È importante passare subito ad uno step successivo, che cosa vogliamo raggiungere modificando quell’aspetto di noi?

Un altro elemento da considerare è il potere dei messaggi mediatici. Non solo i mass media, ma anche i contatti che ci seguono su Instagram che, attraverso il modo in cui si mostrano, influenzano il nostro sentire verso il corpo. Avere consapevolezza di questi messaggi e dei loro effetti permette di “porre fuori da noi” l’origine di certi pensieri negativi, riducendone l’impatto emotivo.

Un cambiamento importante può avvenire trasformando la prospettiva “dell’occhio interiore” tramite cui ci osserviamo: non più giudice impietoso, ma sostenitore del miglioramento. Il benessere infatti non giunge dal negare la possibilità di migliorarsi, bensì dall’individuare ciò che effettivamente possiamo fare per stare bene con il nostro corpo (e nel nostro corpo).

Così facendo tutti gli sforzi che quotidianamente vengono fatti per ripensare il proprio aspetto non andranno nella direzione di appiattire la propria soggettività ai canoni estetici che (altri) ci dicono essere i migliori per noi. Al contrario andranno nella direzione di chiedersi “come posso stare oggi bene nel mio corpo?”.

La prospettiva cambia, provare per credere.

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