Potenzialità dell’Autobiografia per la Psicoterapia

Il presente contributo vuole offrire elementi per ripensare al potenziale offerto dalla narrazione autobiografica, al fine di favorire cambiamenti nel contesto della psicoterapia: la relazione clinica, infatti, rappresenta un primo laboratorio umano in cui rinegoziare differenti versioni della storia delle persone che cercano aiuto. In accordo con queste premesse, l’obiettivo principale è stato quello di ricostruire l’evoluzione identitaria del nostro partecipante attraverso l’analisi delle pagine del suo diario, scritto durante la sua terapia, avviatasi per la presenza di pensieri ricorrenti, rigidi ed estranianti. Per l’analisi dei testi, un corpus di scritti giornalieri lungo un periodo di circa due anni, è stata usata una metodologia qualitativa ed induttiva. Più in dettaglio sono stati considerati due elementi linguistici: gli aggettivi e le metaforizzazioni. Abbiamo analizzato le loro caratteristiche, funzioni e soprattutto la loro evoluzione. I risultati mettono in luce la presenza di un parallelismo tra lo sviluppo degli elementi testuali considerati e il cambiamento identitario del partecipante. Lo stile di scrittura diviene sempre più ricco e complesso e allo stesso tempo il modo di utilizzare il pensiero diviene sempre più flessibile, arricchendosi di nuove prospettive. Tutto questo avvalora l’idea che la scrittura autobiografica possa essere il grimaldello per aprire altre stanze al proprio sé, ma induce anche a credere che si possa osare molto nel suo utilizzo, molto più di quanto non si sia scritto o detto sino ad ora in proposito.

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