PSICO…CHI? METTIAMO ORDINE – LE PSICOTERAPIE

da | 19 Giu 2020 | approccio psicoterapeutico, psicoterapeuta, psicoterapia | 0 commenti

 

Le principali famiglie di approcci psicoterapeutici

Nell’articolo precedente ho descritto la differenza tra “psico” professionisti differenti ed i loro ambiti professionali, sottolineando come ci siano numerosi approcci teorici e metodologici per quanto riguarda la psicoterapia. Costruire un elenco esaustivo sarebbe davvero difficile, ma è possibile descrivere dei macro cluster nei quali è possibile a grandi linee far rientrare la maggior parte degli approcci.

Le psicoterapie psicoanalitiche e psicodinamiche: questa famiglia di approcci ne comprende molti, accomunati dall’eredità dei lavori freudiani. Vi sono formule terapeutiche più lunghe e “format” brevi. Le topiche su cui si pone maggior attenzione sono: l’espressione delle emozioni, la gestione delle difese psichiche ed i pensieri/desideri connessi, il lavoro sulla vita immaginativa (si pensi all’utilizzo dei contenuti onirici), le relazioni (a partire dall’analisi di quella terapeutica).

Le psicoterapie di stampo cognitivo e cognitivo comportamentale: l’individuo viene considerato come un attivo elaboratore di informazioni nell’interazione con il mondo esterno e gli altri. A fronte di questo presupposto gli approcci che rientrano in queste famiglia si focalizzano sulla trasformazione dei pattern (comportamentali e di uso e gestione del pensiero) che appaiono poco funzionali e a cui vengono ricondotti i sintomi.

Le psicoterapie di stampo costruttivista: presupposto cardine è una lettura dell’essere umano come attivo costruttore della propria esperienza personale, nell’interazione con l’ambiente esterno e durante la socializzazione. Il disagio (emotivo, relazionale, ecc) viene configurato come l’esito dell’utilizzo di schemi mentali poco funzionali nel dar senso alla propria esperienza. A differenza della famiglia precedente quindi il focus è posto sul processo di costruzione dell’interpretazione della realtà, più che sul suo esito (comportamento o pensiero non funzionale)

Le psicoterapie di stampo interazionista e socio-costruzionista: Condividendo con le terapie costruttiviste l’interesse per i processi di costruzione dei significati con cui le persone interpretano le proprie esperienze, il passaggio in più che viene compiuto da questi approcci è quello di non fermarsi allo studio dei processi “individuali”, ma di considerare la matrice interattiva e culturale entro cui ognuno è immerso e che funge da matrice generativa di tali processi. C’è una rinuncia per la categorizzazione diagnostica, privilegiando la comprensione dell’esperienza dei pazienti per come viene da loro configurata e narrata, a partire dai propri significati.

La psicoterapia breve strategica: si tratta di un approccio che offre “pacchetti” di sedute spesso brevi e prestabiliti, diversificati in funzione della problematica per cui la persona si presenta ed alcune peculiarità della singola situazione. Il focus è posto sulle Tentate Soluzioni che le persone cercano di attuare per gestire o eliminare la propria sofferenza, ma che in realtà alimentano il problema. Il lavoro clinico si focalizza sull’uso di domande ed interventi strategici (es. gli interventi paradossali) efficaci per la gestione di particolari questioni critiche.

Le psicoterapie di stampo umanistico-esistenziale: Considera l’esperienza soggettiva narrata dai pazienti come la “realtà” su cui lavorare, osserva i fenomeni psichici così come appaiono a che li vive, senza giusto o sbagliato e senza riformulazione o categorizzazione. Rinuncia alla categorizzazione diagnostica, per lavorare sullo stato di consapevolezza da parte dei pazienti dei propri vissuti e delle modalità utilizzate per dar senso alle proprie esperienze, utilizzando la relazione terapeutica come specchio relazionale.

Qual è l’approccio con il quale mi sto formando io? Si chiama Interazionismo Simbolico e chiaramente rientra nel quarto cluster descritto.

Questo articolo come accennato nelle prime righe non vuole essere un “manuale d’uso” esaustivo per scegliere l’approccio clinico migliore per sé, anzi! Se non si conoscono professionisti di fiducia o qualcuno che possa indirizzare la scelta, il consiglio è quello di informarsi a fondo… tuttavia il primo passo è proprio quello di sapere che questa varietà di opportunità esiste!

 

Dott.ssa Francesca Turco.

Pagina Facebook: Francesca Turco – Psicologa e Mediatrice

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