IL CONFORMISMO? A ME NON SUCCEDEREBBE…

da | 20 Mar 2020 | Asch, conformismo, persuasione, psicologia sociale, Senza categoria | 0 commenti

La psicologia non si occupa solo di benessere e salute del singolo, molte pagine sono state scritte per comprendere come ogni persona sta nell’interazione con gli altri e come i gruppi di cui fa parte influenzino il suo pensiero sul mondo ed il suo benessere. In questo articolo vi farò conoscere un esperimento famosissimo in psicologia sperimentale, costruito per lo studio dei processi di influenza sociale.

Quest’ultima può essere descritta come un insieme di processi interpersonali per cui le modalità di adattamento, le opinioni, gli atteggiamenti, i processi mentali o le emozioni degli individui, sono modificati dalla presenza e dall’esprimersi di altri.

Come si manifesta l’influenza sociale? Attraverso:

  • l’imitazione, che è volontaria
  • la suggestione, che non è detto venga agita volontariamente

Parliamo nello specifico di conformismo attraverso uno degli esperimenti più famosi della storia della psicologia, condotto da Asch negli anni ‘50.

Egli voleva studiare i meccanismi di adattamento dei gruppi al controllo sociale e per farlo si avvalse di due gruppi di soggetti, a cui era proposto un compito di comparazione di lunghezza di alcune linee. Nel gruppo di controllo ognuno rispondeva in maniera sempre sincera, nel gruppo sperimentale invece, nelle prime due prove l’esperimento procedeva in modo regolare, dalla terza tutti i membri del gruppo, in accordo con lo sperimentatore, tranne uno, erano chiamati a sbagliare palesemente i giudizi rispetto alla realtà percettiva che avevano di fronte.

Il soggetto sperimentale, da solo, doveva fronteggiare una condizione fortemente disorientante (dissonanza cognitiva) poiché doveva esprimere la propria opinione dopo i complici dello sperimentatore, subendo la pressione della maggioranza e trovandosi di fronte ad un dilemma: rispondere in maniera sensata rispetto a quello che realmente vedeva, oppure conformarsi. I risultati evidenziarono che nel gruppo di controllo gli errori sono stati pochissimi, mentre nel gruppo sperimentale le valutazioni sbagliate della maggioranza avevano influenzato circa un terzo dei giudizi dei soggetti sperimentali.

Che cosa ci dice ciò?

Di fronte ad una maggioranza che palesemente sbagliava, i soggetti sperimentali non misero in discussione il giudizio di questa. Molti affermarono di aver sentito il bisogno di non essere esclusi dal gruppo e di conseguenza di andare contro quanto effettivamente percepito.

Vennero costruite delle varianti del setting sperimentale, per valutare se e come gli esiti cambiassero. Emerse come, nel momento in cui il complice ed il soggetto sperimentale erano solo in due, il conformismo era quasi nullo, mentre all’allargarsi del gruppo di complici il giudizio sbagliato sembrava avere sempre un peso maggiore. Inoltre emerse che più il gruppo della maggioranza si dimostrava coeso nella sua opinione, più i suoi membri tendevano a mantenerle salde nel tempo, aumentando l’effetto conformismo negli altri.

Questi esperimenti di psicologia sociale sono attuali anche ’70 dopo la loro sperimentazione, perché descrivono alcuni processi che oggi riconosciamo quotidianamente, per esempio, nella comunicazione online ed in particolare nei social. Conoscere i processi psicologici che si celano dietro molte scelte ed azioni che noi in primis mettiamo in atto ogni giorno, ci permette di aumentare la consapevolezza in merito al proprio comportamento sociale e a prendere decisioni in modo più consapevole.

 

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *