FERMATI, RACCONTATI: CHI SEI OGGI?

da | 14 Gen 2020 | Benessere, bilanci, narrazione, scrittura | 0 commenti

 

fare dei bilanci è importante, per farlo serve raccontarsi…

In alcuni momenti della nostra vita lo stress sembra prendere il sopravvento. Si lavora, si incontrano persone, si fanno tante e diverse attività, finchè si arriva a chiedersi, ma dove sto andando? o ancora, sto diventando chi voglio?

Quando ciò accade significa che le tante attività e responsabilità che devono essere affrontate ogni giorno hanno occupato ogni posto nei nostri pensieri, impedendoci ci mettere a posto i pezzi del puzzle della nostra identità.

Che cosa possiamo fare?  È necessario imparare a fermarsi prima di arrivare a questo punto, quando si incomincia a fare le cose dimenticandosi i propri obiettivi, per esempio.

Ma finchè non si riesce a prendere così tanta confidenza con le proprie emozioni può essere utile imparare a prendersi un momento per raccontarsi:

Con qualcuno di fiducia o tra sé e sé, oralmente, mentalmente o per iscritto: può essere importante parlare di te stesso, descrivere come ti senta in questo periodo della tua vita, o semplicemente nella tua giornata, in un particolare ruolo che rivesti, al lavoro o in famiglia.

È un esercizio utile che può portare ad alcuni benefici: raccontarsi permette di conoscersi meglio senza dare per scontato nulla di sé e dei propri pensieri, conoscersi meglio permette di per comprendere come fare per stare bene.

Quello sulle narrazioni è parte integrante anche del lavoro psicologico: l’ascolto stesso parte necessariamente da un racconto, dal silenzio non è possibile costruire una nuova storia in cui riconoscersi, che si possa sentire propria.

 

Ecco alcune domande che può essere utile porsi, facendo riferimento ai diversi ruoli che ogni giorno si è chiamati a ricoprire:

1)che cosa mi ha permesso di stare bene oggi?

2)che cosa ho affrontato con maggior difficoltà?

3)cosa posso cambiare ne mio modo di affrontarli, per gestire diversamente i problemi?

4)tra tutti i contesti in cui ho interagito in quale ho faticato di più e perché?

5) con quali 3 aggettivi posso descrivermi? (può essere utile metterli in ordine di importanza, per individuare quegli aspetti di sé su cui riteniamo più importante riflettere)

Le risposte a queste domande (solo apparentemente semplici) possono “mettere in fila” alcuni pensieri su noi stessi, permettendoci di individuare delle priorità e riducendo i livelli di stress, malessere ed insoddisfazione di sé.

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