pragmatica della comunicazione umana

La capacità di comunicare è frutto di un’esigenza naturale ed ha un importantissimo valore adattivo. La comunicazione si correla a processi cognitivi, emotivi e sociali, all’interno di uno scambio interattivo tra due o più persone e permette la condivisione di significati sulla base di sistemi simbolici, convenzionali e condivisi in base alla cultura di riferimento; ha natura convenzionale.

Sono tre i livelli comunicativi: verbale che si avvale del linguaggio, non verbale che si avvale del movimento, della prossemica e della mimica e paraverbale che fa riferimento al tono, ritmo e volume della voce. Questi tre sistemi si integrano sempre tra di loro e possono veicolare messaggi anche contrastanti nello stesso momento. I diversi segni su cui la comunicazione prede forma quindi non solo sono quelli linguistici (parole), ma anche quelli iconografici, grafici, simbolici (es. il bianco per il vestito da sposta, il nero per il lutto).

Sono molte le correnti di pensiero che hanno studiato i processi di comunicazione, ma una in particolare ha avuto (ed ha ancora oggi) molta risonanza: il modello sistemico-pragmatico.

Gli studiosi che negli anni ’60 e ’70 hanno dato vita a questa prospettiva, hanno perseguito l’obiettivo di espandere le precedenti teorie sulla comunicazione, indagando soprattutto gli effetti che possono esserci per gli individui quando sono inseriti all’interno di un sistema comunicativo con altri. Gli autori sostennero che tutti i comportamenti degli esseri umani hanno valenza comunicativa poiché l’individuo partecipa in ogni istante a un sistema di comunicazione dal quale non può essere estrapolato.

Può essere interessante conoscere i principi che hanno guidato la costruzione degli enunciati fondamentali della comunicazione, per poter rendere il proprio stile comunicativo sempre più efficace e per riconoscere i processi che si innescano all’interno dei diversi contesti in cui si interagisce.

Gli enunciati fondamentali della comunicazione:

Impossibilità di non comunicare. In qualsiasi tipo di interazione, tramite qualsiasi atto verbale o non, anche il semplice guardarsi negli occhi o l’immobilità ed il silenzio, si comunica qualche cosa all’altro: ogni comportamento è un atto comunicativo.

Livelli comunicativi di contenuto e di relazione. In ogni comunicazione oltre al messaggio che si invia e riceve si deve considerare un livello di meta comunicazione che regolamenta i rapporti tra chi sta comunicando in base ai ruoli reciprocamente ricoperti. Influenza l’efficacia e l’adeguatezza della comunicazione.

La punteggiatura della sequenza di eventi. I flussi comunicativi vanno a buon fine anche per gli indicatori paraverbali, il tono, il ritmo, le pause, l’iniziativa nel prendere parola, che vanno a costruire un vero e proprio modello all’interno degli scambi.

Comunicazione analogica. Si riferisce al livello non verbale della comunicazione (ad esempio le immagini, i segni, la postura, la gestualità…). Questa funge da supporto per la comunicazione.

Interazioni complementari e simmetriche. Le comunicazioni possono essere di tipo simmetrico, in cui i soggetti che comunicano sono sullo stesso piano (ad esempio due amici) e di tipo complementare, in cui i soggetti che comunicano non sono sullo stesso piano (ad esempio la mamma con il figlio).

Quante cose da tenere in considerazione quando si comunica! Anche se a noi sembra automatico, semplice e spontaneo interagire con gli altri, riconoscere tutti questi elementi può fare la differenza (pensiamo per esempio nell’ambito lavorativo), riconoscendo le differenze tra i diversi messaggi (verbale, para e non) inviati dal nostro interlocutore e ponendo attenzione alle dinamiche relazionali che dipendono dai ruoli reciprocamente ricoperti. È necessario andare oltre alle belle parole scelte!

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