BENESSERE E COSCIENZA, QUALI POSSIBILITA’?

da | 22 Mag 2020 | biofeedbak, EMDR, ipnosi, mindfullness, tecniche alpha | 0 commenti

 

A partire dai lavori freudiani alle più recenti teorie cognitiviste e costruzioniste, la coscienza si configura come un potente “mezzo” di lavoro clinico.

Vediamo alcune tra le più famose strategie che “utilizzano” gli stati di coscienza per promuovere il benessere delle persone.

EMDR:

è un protocollo clinico innovativo, sviluppato dagli anni ’90, ed è stato certificato come efficace soprattutto per il trattamento dei disturbi connessi ad esperienze negative e traumatiche vissute.

L’utilizzo dell’EMDR prevede di percorrere otto fasi di lavoro, dall’individuazione del ricordo alla rievocazione delle esperienze negative, questo avviene attraverso l’ausilio di strategie volte a far “abituare” ai ricordi traumatici, attraverso delle attività cuscinetto (movimenti ritmici degli occhi, tamburellamento delle dita, stimolazione sonora, ecc).

Ancora il dibattito scientifico è aperto in merito a questa procedura, sono ancora in fase di definizione i processi sottostanti la sua efficacia, ci si aspettano nuovi sviluppi e trasformazioni nelle modalità di applicazione.

 

MINDFULLNESS:

Il termine richiama i concetti di “attenzione sollecita” e “piena consapevolezza della propria mente”, che sono qualità che possono essere esercitate e potenziate grazie a questa pratica.

Essa si compone di diversi esercizi di meditazione orientati all’acquisizione di una lettura totale e non giudicante di ciò che compone la nostra mente, dei pensieri e dei vissuti che in essa “passano”  e si mostrano nel momento presente.

Alcuni di questi esercizi sono stati raggruppati in veri e propri protocolli psicologici utilizzati in ambito clinico, in particolare per le dipendenze (componente del desiderio di assumere la sostanza o attuare il comportamento) e i vissuti di ansia e panico.

Tuttavia a differenza dell’EMDR che è prettamente un trattamento professionali esistono molti corsi e proposte “amatoriali” basati su questa tecnica, utili per gestire stress e tensioni.

Queste due pratiche possono essere utilizzate in modo combinato in alcune tipologie di percorsi psicoterapeutici, con l’obiettivo di “abituare” attraverso esercizi si mindfullness quotidiani la mente ad una certa predisposizione di coscienza, utile nel momento dell’EMDR.

 

BIOFEEDBACK:

Si tratta di una pratica psicofisiologica volta a trasformare modalità di risposta poco funzionali messe in atto da organismo di fronte a particolari eventi o richieste dell’ambiente.

Non sempre infatti, come si è detto in precedenza, le azioni e le reazioni che mettiamo in atto per interagire con il mondo esterno sono consapevoli, alcune (molte) possono essere automatizzate e non riconoscibili. Questo è un meccanismo utilissimo per risparmiare “energia” (anche psichica) nel processare le informazioni, ma non sempre porta a risultati efficaci. Il biofeedback lavora propri su questa categoria di reazioni, psicologiche e fisiologiche, per ripristinare modalità di interazione uomo-ambiente adattive.

IPNOSI e TECNICHE ALPHA:

ben prima dei lavori freudiani l’ipnosi era già considerata una pratica utile a “muovere” i contenuti psichici non consapevoli connessi al malessere degli individui.

Si tratta di un’attività clinica che trae origine da esperienze naturali che in modo spontaneo possono essere vissute da ogni persona.

Nella sua accezione indotta, questa pratica negli anni ha subito numerose trasformazioni, rispetto alla realizzazione e agli ambiti di applicazione. Oggi esistono diverse formule per realizzare delle sedute di ipnosi, per esempio nel lavoro clinico con le emozioni (rabbia, tristezza, agitazione ecc), delle dipendenze e per l’elaborazione di esperienze traumatiche.

Ogni professionista che la utilizza è specificatamente formato all’uso di particolari protocolli, utili per certe tipologie di malessere.

Spesso la prospettiva di intervenire sui propri stati di coscienza preoccupa, spaventa l’idea di non avere il totale controllo di sé di fronte ad un altro individuo, ma conoscere queste strategie di lavoro clinico, protocolli scientifici e certificati come efficaci ed assolutamente non dannosi, offre una panoramica di quali e quante opportunità la ricerca abbia messo a disposizione delle persone, per promuovere il loro benessere.

Appare necessario infine sottolineare come il lavoro clinico sugli stati di coscienza sia molto più vasto delle strategie qui presentate, che sono quelle più diffuse e validate. Esse possono offrire uno spunto di interesse per approfondire questo argomento ampio e sempre in aggiornamento.

 

Dott.ssa Francesca Turco.

Pagina Facebook: Francesca Turco – Psicologa e Mediatrice

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *